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Un sottosistema biologico attivato da staminali deprogrammate produce effetti bio-fisici non-locali in un organismo riducendone l’entropia.

Ernst Mach, fisico e neuro scienziato del secolo scorso considerava che l’ipotesi atomica fosse appunto soltanto un’ipotesi. Per Mach era soltanto una finzione ed asseriva che qualunque cosa che non fosse percepibile attraverso i sensi non è un argomento di dibattito scientifico. In seguito però l’esistenza di atomi e particelle venne confermata.
Anche nel caso della scoperta delle onde radio di Rudolf Hertz nel 1885 possiamo affermare che questo scienziato, più che averle scoperte, aveva semplicemente rilevato le idee che James Clerk Maxwell, un fisico, aveva elaborato su considerazioni teoriche.
Non erano stati gli sperimentatori a fare osservazioni e poi i teorici avevano cercato di spiegarle, il teorico aveva già capito senza l’aiuto degli sperimentatori. Quindi il potere della mente basta per immaginare verità profonde.
Oggi quando parliamo di energia sottile informativa alludiamo ad un’energia che non è ancora stata qualificata e quantificata attraverso una valutazione scientifica, ma non significa che questa forma di energia, ad oggi solo teorica, non debba essere considerata reale.
Già Immanuel Kant aveva detto: «Sinora si è ammesso che ogni nostra conoscenza dovesse regolarsi sugli oggetti. Si faccia dunque, finalmente, la prova di vedere se saremo più fortunati nei problemi della metafisica, facendo l’ipotesi che gli oggetti debbano regolarsi sulla nostra conoscenza…».
L’energia sottile è un’energia organizzativa, informata ed informativa ed è rappresentata in modo semplice e fruibile da David Bohm, un fisico teorico, con la metafora della nave.
Immaginiamo una nave in piena tempesta, senza visibilità ed in totale balia degli eventi, i motori funzionano a pieno ritmo con buona quantità di combustibile, mentre i marinai sono disorientati e presi dal panico. La nave deve tornare in porto altrimenti la loro vita risulterebbe in serio pericolo. Superato il primo shock il capitano si ricorda di avere un radar a bordo che in breve tempo fornisce le coordinate per il porto. Attraversando un mare con onde di trenta metri e con visibilità zero alla fine la nave arriva in porto. Questa metafora rappresenta il concetto di quello che Bohm chiama potenziale quantico, il radar è il potenziale quantico, ovvero la guida invisibile che determina la traiettoria degli oggetti.
Nella fisiologia umana l’obbiettivo da raggiungere o da mantenere è la salute (arrivare al porto) e c’è continuamente in azione un’energia organizzativa, informata ed informativa, l’energia sottile perché questo avvenga (radar in funzione).
Motori, carburante e nave (energia meccanica e materia) rappresentano la fisica classica, ma quando la mente dell’equipaggio è offuscata dalla paura i motori vengono usati senza guida, il carburante viene consumato a vuoto e si rischia di andare sugli scogli.
Affinchè i marinai raggiungano sani e salvi il porto motori, carburante e nave sono indispensabili, ma senza coordinate ben precise non servono a nulla. Così Bhom dimostra che la materia/energia meccanica collasserebbe in una struttura caotica di particelle senza un’intima connessione al potenziale quantico, l’energia sottile. Quindi l’universo e la vita stessa hanno bisogno costante di una guida, un potenziale creativo, un’energia informata ed informativa che indirizzi ad un obbiettivo ogni conglomerato di particelle, inclusi gli organismi viventi.
È presupposto teorico irrinunciabile che l’universo e così l’organismo umano senza questa energia non potrebbero esistere.
Nel 1905 Einstein presentò questo articolo “Il moto delle particelle in sospensione nei fluidi in quiete, come previsto dalla teoria cinetico molecolare del calore”.
La teoria cinetica afferma che ogni cosa è composta di minuscole particelle che possono essere considerate come piccole sfere rigide. In un solido sono ammassate una vicina all’altra e non si muovono. In un liquido si urtano leggermente e scivolano via. In un gas viaggiano in uno spazio vuoto rimbalzando l’una sull’altra o sulle pareti del contenitore. Più è calda la sostanza e più veloci sono le sferette che spiega la transizione da solido a liquido e da liquido a gas di una sostanza e viceversa quando si raffredda. In questo articolo Einstein cercava di dimostrare l’esistenza di atomi e molecole e lo ottiene dando una spiegazione del moto browniano.
Prima della teoria di Robert Brown era stato visto come granellini di polline, sospesi nell’acqua ed osservati al microscopio, sembravano danzare compiendo movimenti a scatti, quindi Brown non scoprì il moto browniano, ma ne prese atto. Prima del suo lavoro la spiegazione ovvia di questo moto era che le particelle erano vive. Dopo tutto i grani di polline sono l’equivalente vegetale delle cellule spermatiche degli animali e lo sperma si può muovere da solo, perché non dovrebbe farlo il polline?
Così Brown nel 1827 prese dei materiali chiaramente inanimati, come frammenti polverizzati di vetro o di granito, li sospese in acqua e notò che presentavano lo stesso comportamento dei pollini dimostrando che il moto in sospensione non ha nulla a che fare con la forza vitale. Questi movimenti non erano dovuti a correnti del fluido, ma erano propri delle particelle stesse. Gli studi fatti in seguito dimostrarono che queste oscillazioni aumentavano al crescere della temperatura dell’acqua ed erano inferiori per particelle più grandi. Si ipotizzò che venissero bombardate da molecole dell’acqua e che si muovessero a scatti in risposta alle spinte che ricevevano dalle singole molecole, ma per produrre tale movimento osservabile in pollini o particelle di granito, le molecole dovevano essere inverosimilmente grandi o viaggiare ad una velocità inverosimilmente elevata.
Come ho accennato lo scopo di Einstein nel suo lavoro non era provare la teoria di Brown ma dimostrare la realtà di atomi e molecole che ancora non erano visualizzati, ma solo intuiti nel 1905, come oggi intuiamo l’energia sottile.
Per tale obbiettivo la distinzione tra atomi e molecole non aveva importanza. Gli atomi sono i componenti fondamentali degli elementi, come idrogeno e ossigeno e le molecole sono i componenti fondamentali delle sostanze composte come l’acqua, composta da due atomi di idrogeno ed una di ossigeno.
La teoria cinetica afferma che in un liquido le minuscole particelle che lo compongono si urtano leggermente e scivolano via. Più calda è la sostanza più veloci viaggiano le particelle.
Einstein nel suo articolo era ricorso all’idea che molecole di zucchero dissolte in acqua vengono bombardate da ogni parte da molecole di acqua. E che il modo in cui si muovono influenza proprietà misurabili della soluzione, viscosità e pressione osmotica.
Una molecola di soluto si differenzia da una particella in sospensione soltanto per la grandezza e si vede che le particelle si muovono con moto disordinato e con grande lentezza.
Nel suo lavoro prima calcola il valore della pressione osmotica e poi esamina la natura di quel movimento irregolare.
Se un contenitore pieno d’acqua viene diviso da una membrana con fori piccolissimi abbastanza grandi da far passare le molecole dell’acqua. L’acqua potrà quindi passare da una parte all’altra della barriera, se però sciogliete qualcosa in una delle due parti ad esempio dello zucchero le molecole in soluzione sono troppo grandi per passare nei forellini e la membrana viene detta semipermeabile. A questo punto cosa succede?
Da una parte acqua e zucchero, dall’altra acqua pura, ne risulta una pressione che fa passare le molecole di acqua da una parte all’altra della membrana. Si potrebbe immaginare che le molecole dello zucchero spingano le molecole d’acqua dall’altra parte del contenitore facendo salire il livello dell’acqua dall’altra parte della barriera. In realtà succede il contrario le molecole dell’acqua superano la barriera facendo aumentare il liquido dove è presente lo zucchero. Il processo si ferma quando la pressione del maggior volume del liquido (osmotica) è sufficiente a fermare il flusso di molecole dell’acqua attraverso la membrana. Questo è il fenomeno dell’osmosi.
Questo comportamento è un esempio della seconda legge della termodinamica, il punto fondamentale che ci interessa di questa legge è questo: I processi naturali tendono ad attenuare le irregolarità presenti nell’universo. In una scala molto ampia il sole e le stelle riversano calore nell’universo freddo, in una scala più piccola un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d’acqua si scioglie attenuando le differenze. Nell’esempio della pressione osmotica le molecole di acqua che si spostano nella soluzione di zucchero diluiscono la soluzione e la rendono più simile all’acqua pura diminuendo il contrasto tra i due fluidi separati.
Nel secondo punto sviluppato nell’articolo sul moto browniano Einstein capì che la singola spinta di una molecola che colpisce una particella grande come un grano di polline non può produrre uno spostamento misurabile della posizione della particella. La particella però è costantemente bombardata da molecole da ogni direzione. In media le spinte da un lato sono bilanciate dalle spinte sul lato opposto perciò ci si potrebbe aspettare che la particella non si muova affatto. Einstein però si rese conto che la parola importante era “in media”. Se si considera la particella in un tempo molto breve in quell’istante la particella riceverà più spinte da un lato e meno dall’altro. Per questo effetto congiunto di spinte la particella si sposterà di pochissimo nella direzione di minor resistenza. Nel momento successivo l’insieme di spinte cambierà e la particella si muoverà in un’altra direzione. Einstein capì che per questo motivo la particella si allontana a poco a poco facendo un percorso a zig zag che oggi è noto come cammino casuale.
I metodi statistici associati all’idea di eventi casuali che hanno luogo in modo indipendente in minuscoli intervalli di tempo si mostrarono fruttuosi in un’ampia gamma di problemi fisici.
Per spiegarlo più semplicemente, diciamo che l’età media di un uomo è 75 anni, questo non significa che il singolo individuo non possa morire a 20 o a 100.
Concetti messi in evidenza nel lavoro di Einstein:

  • I processi naturali tendono ad attenuare le irregolarità presenti nell’universo
  • L’idea di eventi casuali diversi dalla normalità riportata dalla media statistica
    Questi sono i presupposti che daranno una spiegazione fisica del nuovo paradigma terapeutico.
    Il concetto di casualità, che Einstein aveva portato nella fisica, venne ripreso come pilastro portante della meccanica quantistica per spiegare la natura, in seguito però divenne per Einstein inaccettabile e manifestò questa sua convinzione con la celebe frase “Dio non gioca a dadi con l’universo”. Dedicò quindi gran parte della sua vita a conciliare la fisica quantistica con il determinismo.
    La nuova variabile che serviva a far passare la casualità quantistica al determinismo fu introdotta da David Bhom: il potenziale quantico, l’energia informativa, che spiegò in modo semplice con la metafora della nave sopra riportata.
    Un determinismo esasperato ci renderebbe però schiavi del destino facendoci perdere il libero arbitrio. La libertà di decidere della nostra vita poteva però essere mantenuto eliminando sì la casualità, ma conservando il probabilismo, che non limitava ad una unica strada definita l’evoluzione dell’universo e della nostra esistenza, ma tanti percorsi che potevano essere scelti sia dalla capacità decisionale cosciente, che dall’inconscio che è strettamente legato all’energia sottile.
    La seconda legge della termodinamica e il concetto di entropia.
    Il secondo principio della termodinamica afferma che l’energia termica (il calore) fluisce sempre da un corpo più caldo a uno meno caldo e mai in direzione contraria. L’energia, cioè, si ridistribuisce finché il sistema costituito dai due corpi raggiunge un equilibrio definitivo e statico, entrambi hanno la stessa temperatura e non è più possibile il passaggio di calore dall’uno all’altro. L’entropia può essere definita proprio come la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento.
     A ogni trasformazione del sistema che provoca un trasferimento di energia, ovviamente senza aggiungere altra energia dall’esterno, l’entropia aumenta, perché l’equilibrio può solo crescere. In teoria, si può considerare come un “sistema” chiuso anche l’intero universo, quindi anche nel cosmo l’energia tende a distribuirsi dai corpi più caldi a quelli meno caldi e l’entropia aumenta. Quando tutto l’universo si troverà alla stessa temperatura (gli scienziati ipotizzano a pochi gradi al di sopra dello zero assoluto), l’entropia sarà massima e nessuna trasformazione sarà più possibile. Sarà la cosiddetta morte fredda dell’universo.
    La funzione di stato termodinamica è una grandezza fisica il cui valore dipende dallo stato iniziale e finale non dal particolare percorso seguito durante la trasformazione che si manifesta con un aumento di equilibrio che è indice della diminuzione dell’energia assoluta associata al sistema, aumento di energia degradata e quindi di disordine. Possiamo così dare questa definizione dell’entropia: graduale degenerazione di un sistema verso il massimo disordine. Quindi aumento di entropia significa aumento di equilibrio, ma anche aumento di disordine.
    È anche interessante valutare la definizione dell’entropia nell’informazione: entropia è considerata come indice della scarsità d’informazione di un segnale. Vedete così come informazione ed entropia siano strettamente correlate ed opposte. Se ne deduce teoricamente che una forza opposta all’entropia deve essere una forza informata come lo è l’energia sottile.
    L’entropia proviene dal concetto che ogni trasformazione fisica spontanea avviene in un verso determinato: per esempio, il calore passa da un corpo più caldo a uno più freddo, ma non viceversa; l’acqua presente su una superficie libera tende a evaporare, ma il vapore acqueo prodotto non tende spontaneamente a ritrasformarsi in liquido; una palla lasciata rimbalzare al suolo tende a cadere verso il basso, fino a fermarsi a causa dell’attrito. Il sistema tende spontaneamente a passare da un iniziale stato più ordinato a uno finale più disordinato, il processo non avviene spontaneamente in senso inverso, ovvero è irreversibile. Questo è insito nella nostra esistenza: il graduale aumento dell’entropia di un organismo porta alla morte. L’obbiettivo definitivo di ogni terapia dovrebbe essere quindi quello di contrastare questo processo naturale che porta alla disorganizzazione, l’entropia.
    Generalizzando, si può dire che un sistema fisico isolato soggetto a trasformazioni spontanee tende verso il suo stato di massimo disordine quantificato attraverso una grandezza: l’ entropia. L’entropia, come ho già accennato è una “funzione di stato”, ovvero dipende solo dallo stato iniziale e finale del sistema, ed è indipendente dal tipo di trasformazioni subite dal sistema nel passare da uno stato all’altro.
    Se si considera l’intero Universo come un sistema isolato termicamente, nel quale tutti gli scambi di calore con un eventuale ambiente esterno sono nulli e nel quale le trasformazioni spontanee sono irreversibili, il secondo principio della termodinamica può affermare che l’entropia dell’Universo è in continuo aumento.
    Il corpo umano, una struttura in piccolo simile all’universo, risponde nello stesso modo alla seconda legge della termodinamica e spiega così l’invecchiamento e la morte, ma l’organismo non è un sistema isolato termicamente e questo status ci permette di agire sull’entropia.
    L’eliminazione totale dell’entropia in un organismo condurrebbe allo stato eterno di giovinezza. Cosa per ora impossibile e forse neanche auspicabile. Il nuovo paradigma terapeutico riesce però a ridurre la progressiva evoluzione dell’entropia ed in alcuni momenti anche ad invertirla.
    In un sistema fisico non isolato esistono due tipi di processo competitivi: processi che fanno crescere l’entropia, entropici e processi che la limitano, processi sintropici.
    Un’energia nociva come quella prodotta dall’introduzione di cocaina nell’organismo moltiplica repentinamente i processi metabolici migliorandone l’efficienza, ma parallelamente aumenta il quantitativo di entropia, spiegando perché se ci si droga statisticamente si muore prima.
    Un’energia sana come quella introdotta dalla luce e dall’ossigeno può invece introdurre energia e al contempo ridurre la produzione di entropia. Si è sempre constato che lo sport all’aperto dove l’aria è buona “rigenera”.
    Solo però un’energia informativa con capacità analogica può bloccare drasticamente il processo di produzione dell’entropia e in alcuni momenti può farla addirittura regredire aumentando la sintropia.
    Partendo dal principio che l’entropia in un organismo procede facendo aumentare il disordine fino alla morte dell’individuo, l’energia entropica avrà un valore vicino allo zero nello stato fetale dove comincia la vita dell’organismo. Poiché nei primi stadi dell’esistenza sono presenti staminali pluripotenti saranno queste a possedere o a produrre energia organizzativa, informata ed informativa, che contrasta il disordine dell’entropia. Sono queste cellule che indirizzano il rapporto tra sintropia ed entropia a favore della prima aumentando l’energia sottile dell’organismo.
    Questo concetto si può esprimere con una formula matematica; Energia sottile= Energia sintropica/ energia entropica.
    E Sintropica
    E sottile= __
    E Entropica
    Il nuovo paradigma terapeutico consiste in questo. Un prelievo di pochi ml. di sangue può rappresentare un sottosistema, quello che Einstein definisce un momento nel suo studio del moto browniano. Se in tale sottosistema riusciamo ad aumentare il numero di cellule con caratteristiche simili alle cellule progenitrici che ci sono nel feto, cellule staminali pluripotenti, a cui è attribuibile l’azione sintropica, avremo diminuito in quel “momento” il quantitativo di entropia, aumentando l’energia sintropica.
    L’espressione negentropia, da neg(ative) entropy, “entropia negativa”, e il relativo concetto furono introdotti da Erwin Schrödinger.
    Nel 1974, Albert Szent-Györgyi propose di sostituire negentropy con syntropy sintropia (syn=convergente, tropos=tendenza), un termine coniato nel 1942 dal matematico Luigi Fantappié nella Teoria unitaria del mondo fisico e biologico.
    L’energia sintropica, l’energia libera a cui alludeva Schrödinger, non è l’energia di cui parliamo « … se avessi voluto rivolgermi solo a loro [i fisici], avrei piuttosto dovuto incentrare la discussione sull’ “energia libera”. È la nozione più familiare in questo contesto. Ma questo termine altamente tecnico sembrava linguisticamente troppo affine a “energia” per mettere sull’avviso, il lettore medio, riguardo al contrasto tra le due cose.» (Schrödinger.)
    Per cui nel piccolo campione di sangue le staminali pluripotenti creano un “momento” simile all’ambiente fetale, dove l’entropia è quasi pari a zero, valori bassi di entropia nella formula matematica riportata sopra presuppone un aumento di sintropia e di energia sottile. Ci si potrebbe allora chiedere come mai negli embrioni non si manifestano mai tumori ed esistono solo malformazioni o aborti….
    Così modificato il campione di sangue diviene un “momento” eisteniano diverso, con un quantitativo minimo di entropia rispetto al quantitativo di entropia dell’organismo a cui apparteneva.
    Messo a contatto con l’organismo per via locale o sistemica per il secondo principio della termodinamica che asserisce che processi naturali tendono ad attenuare le irregolarità presenti nell’universo, influenza l’intero organismo diminuendo l’entropia ed aumentando l’energia sottile informativa. Ma come è spiegabile questa trasformazione di un sistema così complesso come l’organismo attraverso un quantitativo di sangue molto limitato?
    E’ importante, a questo punto, aprire una breve parentesi sugli attrattori.
    Nel 1963 il meteorologo Edward Lorenz scoprì l’esistenza di sistemi caotici sensibili a piccole variazioni in ogni punto del loro moto. Ad esempio, studiando al computer un semplice modello matematico dei fenomeni meteorologici, si accorse che con una piccola variazione delle condizioni iniziali si produceva uno “stato caotico” che si amplificava e che rendeva impossibile ogni previsione.
    Analizzando questo sistema che si comportava in modo così imprevedibile, Lorenz scoprì l’esistenza di un attrattore che venne poi chiamato “attrattore caotico di Lorenz”: questo attrattore porta le perturbazioni microscopiche ad essere enormemente amplificate e ad interferire con il comportamento macroscopico del sistema. L’attrattore di Lorenz fu il primo esempio di un sistema di equazioni differenziali a bassa dimensionalità in grado di generare un comportamento caotico. Lorenz stesso descrisse questa situazione con la celebre frase: “il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia può provocare un uragano negli Stati Uniti”.
    Già Alan Turing, in un saggio del 1950, anticipava questo concetto: « Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza. » (Alan Turing, Macchine calcolatrici e intelligenza, 1950)
    Ed ecco che questo principio di fisica, insieme agli altri precedentemente riportati, conferma i risultati clinici contro-intuitivi dando una spiegazione degli effetti terapeutici bio-fisici non locali e facendo cambiare drasticamente il paradigma terapeutico.
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